Aquilani inquieto Può partire l’offensiva Juve
Il giallorosso espulso nell’amichevole col Tottenham: segnale del malessere
LA SOLUZIONE
Due nodi lo allontanano dalla Roma: il mancato rinnovo e il ruolo non gradito
I Sensi continuano a temporeggiare, Spalletti lo schiera trequartista: questioni irrisolte, divorzio possibile
Non è di consolazione per Alberto Aquilani pensare che anche il Milan ha subito cinque gol dal Chelsea. E non è neppure di conforto pensare che nell’amichevole contro il Tottenham alla Roma mancano tanti titolari. La disfatta di Londra guasta ai giallorossi la marcia di avvicinamento alla sfida di Supercoppa contro l’Inter e ad Aquilani fa perdere la pazienza. Il centrocampista è nervoso, lo si capisce da come si muove in campo, ma il malumore non è soltanto dettato dalla figuraccia rimediata dalla sua squadra, bensì ha origini diverse. Contratto e ruolo sono i nodi da sciogliere prima che inizi la stagione. E se non si arrivasse a una soluzione, la Juventus potrebbe anche approfittarne facendo quella proposta “indecente” alla quale la Roma non saprebbe rispondere di no.
INQUIETUDINE Un fallo e arriva la prima ammonizione, dopo appena due minuti un’altra entrata dura, ai danni di Lennon, ed ecco che l’arbitro estrae di nuovo il cartellino giallo. La partita di Aquilani si conclude quattro minuti prima del fischio finale. L’espulsione macchia una prestazione personale dignitosa, se raffrontata a quella dei compagni, ed è la testimonianza di un malessere diffuso. Fa fatica Alberto a nascondere la delusione per un rinnovo che sembra essersi perso nei meandri della capitale o nelle stanze segrete di Trigoria. Da parecchio tempo il giocatore non ha contatti con il direttore sportivo Daniele
Pradè, la trasferta a Londra poteva essere l’occasione per un breve incontro, ma il dirigente non ha accompagnato la squadra in Inghilterra. Tutto fermo a quell’unico colloquio, che risale ancora a prima degli Europei, con la Roma pronta a offrire un ingaggio di 1,6 milioni e il giocatore a chiederne 2,5, tanto quanto dovrebbe guadagnare Julio Baptista, atteso oggi alla firma con la Roma. Tutto fermo a un’offerta assai distante dalla domanda e a un contratto che lega Aquilani alla Roma fino all’estate 2010. A meno che il club dei Sensi non ci ripensi e decida di mettere il giocatore sul mercato. A meno che la Juventus, che continua a pensare al giallorosso, rompa gli induci e torni alla carica. E non sarebbe un’idea malvagia alla luce degli infortuni di Cristiano
Zanetti e Marco Marchionni che stanno mettendo in allarme Claudio Ranieri e compromettendo il centrocampo bianconero in vista dell’esordio stagionale.
POSIZIONE La questione contratto è la più delicata, ma non è l’unica complicazione da risolvere prima che l’inquietudine avanzi. Aquilani vorrebbe capire in quale ruolo Luciano Spalletti lo farà giocare. A Londra è stato schierato più avanti del solito, quasi da trequartista o da mezza punta, posizione insolita per il giallorosso che è un centrocampista puro e riesce a esprimersi al meglio partendo da più lontano. Vabbé che si tratta soltanto di un’amichevole, ma il giocatore si chiede se l’esperimento sarà poi replicato anche nelle partite ufficiali. E, soprattutto, se per avere garanzie tecniche sarà costretto a rinunciare al ruolo preferito.
ATTESA Non resta che aspettare, ma l’attesa non sarà lunga. Preso Baptista
(oggi dovrebbe esserci la firma), in corsa per accapparrarsi Malouda, la Roma dovrà poi affrontare anche il capitolo cessioni. E pure la Juventus, in settimana impegnata con il preliminare di Champions League, dovrà pensare a chiudere il mercato con il botto dopo aver avuto la certezza di partecipare alla competizione europea. Gli ultimi giorni di agosto saranno i più convulsi ma decisivi. L’entourage di Aquilani ha sempre confermato che, se il giocatore lascia la capitale, la destinazione è Torino. Tocca a Jean Claude Blanc sfruttare a favore della Juventus il malessere di Alberto. Il contatto con Rosella Sensi c’è già stato, l’offerta bianconera al giocatore (3,6 milionio d’ingaggio a stagione) pure. Non resta che ritornare alla carica.